Ricevo su Appuntamento a Roma e Terni

Breathbalance®

L’idea da seguire per comprendere il BreathBalance® (www.breathbalance.it) è che  vi sono tre direttive sostanziali che come in un trifoglio si intrecciano:
1. Corpo,
2. Psiche,
3. Energia.

 

Come ho scritto nel libro “Le radici dell’Anima” pubblicato dalle Edizioni Sì:

La vita possiede energia, anzi, per meglio dire, LA VITA E’ ENERGIA: si muove, pulsa, vibra, cerca e si ritrae, avanza e indietreggia costantemente. Questa energia cambia nome in ragione del luogo e del tempo in cui se ne è parlato, diventando fluido magnetico, prana, ki, chi, kundalini, essenza vitale, energia orgonica, ecc.
Se guardiamo all’essere umano come a un organismo in mezzo ad altri organismi, cercando di individuare un filo rosso che lo mette in relazione con loro possiamo trovarlo nella “pulsazione”, nel senso che la vita è un continuo espandersi e contrarsi, allungarsi e ritirarsi in risposta a bisogni interni ed esterni. E in questa pulsazione ci piace pensare vi sia la comunicazione fra un organismo e il resto del mondo, fra il Sé e l’Altro da Sé, come avviene con il battito cardiaco o con il respiro. In particolare, se si osserva quest’ultimo in un neonato, si noterà come il respiro fluisca liberamente “gonfiando” e “sgonfiando” l’intero corpicino; non vi sono resistenze, attriti, ostacoli. Il respiro, semplicemente, fluisce e il bambino si fa respirare dall’universo che lo circonda, in uno scambio armonico, senza soste e senza fatica: ying e yang si alternano in maniera perfettamente equilibrata.
Ma che succede però se, crescendo, il bambino impara a reprimere i propri sentimenti? Che succede se impara a trattenere il respiro? Non svuotando mai completamente i polmoni o non riempiendoli mai del tutto? Si è perso il fondamentale legame con la vita stessa, con l’universo di cui facciamo parte!

Risultati immagini per corazze reichNick Totton e Em Edmondson ricordano che la respirazione bloccata è l’essenza del “corazzamento” e che trattenere il respiro è concomitante alla repressione di impulsi specifici come piangere, gridare, ridere, colpire, farsi avanti per amore o fuggire per paura. Dove c’è tensione muscolare non ci si può emozionare totalmente, ossia muoversi sicuri verso l’esterno, verso la vita. E se lo si fa abbastanza a lungo e abbastanza intensamente questa tensione a trattenere, a resistere, diviene parte della nostra struttura caratteriale determinando la nostra auto percezione, la nostra struttura fisica e le nostre relazioni con l’Altro da Sé. Ma i nostri sentimenti repressi sono carichi di energia. Quando liberiamo un’emozione è possibile liberare non solo l’energia che è propria di quell’emozione, ma anche l’energia che era necessaria per trattenere l’emozione o addirittura per reprimerla: è una sorta di tsunami energetico! Il nostro respiro si apre e noi siamo più collegati all’universo. Mentre quando l’energia non può fluire liberamente attraverso il corpo si formano zone “sovraccariche”, dove l’energia si inceppa e ristagna, e altre zone “scariche”, dove l’energia non giunge affatto. Quindi ciò che rende possibile un Io flessibile, pulsante, vitale, un IO POTENTE è “arrendersi” a noi stessi e, conseguentemente, alla vita stessa. Un po’ come avviene al Siddharta di Hesse che trova la Samadhi proprio quando smette di cercarla vivendo da semplice traghettatore, un orientale Caronte che vede scorrere tutto, il fiume, ma anche persone, animali e oggetti. Ma c’è un problema: per affrontare il mondo è necessario affrontare noi stessi, ossia noi stessi come realmente siamo e non come ci piacerebbe essere.

Il processo emergente dai flussi di energia e informazioni all’interno del corpo e delle relazioni interpersonali è un aspetto centrale della strutturazione del carattere. In particolare si ritiene che le esperienze possano avere un ruolo importante nel determinare non solo quali informazioni arrivano alla persona e al suo sistema neurologico, ma anche come questo elabora tali informazioni, costruendo algoritmi emotivi, cognitivi e fisici. Se infatti prendessimo a riferimento il movimento dei flussi di energia e le informazioni portate da questi, dentro e fuori le persone, potremmo notare l’armonia quale qualità essenziale di uno sviluppo armonico e il caos o la disorganizzazione o la rigidità la qualità essenziale di uno sviluppo che, in qualche modo e in qualche tempo, è stato ostacolato nel suo libero fluire.

Concretamente il BreathBalance® è un respiro armonico in cui l’inspirazione e l’espirazione, ed eventuali pause a polmone pieno e a polmone vuoto, fluiscono come in una danza e l corpo si rigenera di energia cosmica, vibrando intensamente. Contemporaneamente il lavoro dell’operatore si concentra sui livelli corporei nei quali sono archiviate le tensioni e contrazioni muscolari che hanno permesso alla persona che sta respirando di superare traumi ed eventi spiacevoli.
In altre parole la persona che si sta sottoponendo ad una lezione di BreathBalance® entra facilmente in contatto con le tensioni muscolari che gli impediscono quel libero fluire del respiro e che però, attraverso piccoli esercizi di attivazione, hanno la possibilità di sciogliersi dopo anche decenni di onorato servizio.