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Psiconalisi Energetico Vibrazionale o a Trifoglio

L’elemento centrale dell’approccio psicoanalitico energetico vibrazionale è che l’essere umano è un aggregato energetico dotato di energia e qualità vibratorie e che questo può evolversi in un sistema ancora più complesso e maggiormente funzionale, orientato alla vita, alla gioia e al proprio “Progetto Animico”, ovvero incrementare il proprio livello di coerenza interna.

SOMMARIO

1.Psicoterapia 1

2.Analisi 1

3.Corpo 1

4.Energia 2

5.Teoria della complessità 2

6.Frattale 2

7.Modalità di intervento 2

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Nikola Tesla sosteneva che “per poter conoscere i segreti dell’Universo occorre pensare in termini di Energia, Frequenza e Vibrazione”. La psicoanalisi energetico vibrazionale nasce proprio rifacendosi a questo punto di vista, ovvero vedendo le persone come veri e propri aggregati energetici che si sono organizzati nella maniera più intelligente per loro possibile a seguito di “quanto” è accaduto nella loro storia, “quando” ciò è accaduto (fase evolutiva), il loro patrimonio genetico, i contesti sociali e culturali in cui hanno vissuto, ecc.

L’oggetto classico di un percorso psicoterapeutico o psicoanalitico è il paziente, un essere solido, che attende (paziente) che il terapeuta lo aiuti nelle difficoltà della vita e/o a liberarsi del disagio che lo accompagna, forse da sempre; l’oggetto della psicoanalisi energetica vibrazionale, invece, non è inerte, al contrario, è molto attivo ed è sicuramente privo di un grounding adeguato, per cui sbanda, cerca di economizzare l’energia necessaria alla propria sopravvivenza, si autorganizza nella maniera più intelligente che ha potuto sostenere, diviene auto poietico a costo di sopravvivere piuttosto che aprirsi alla vita totalmente ed entrare in risonanza con gli altri. Si corazza o fugge.

Viene da sé che l’oggetto della psicoanalisi energetico vibrazionale non è l’essere umano che il terapeuta ha di fronte a sé, bensì il “divenire” di costui, non la persona intesa in senso ontologico, ma l’aggregato energetico che diventa quella persona in forza della sua densità energetica e delle qualità vibratorie di questa, così come si sono sviluppate nella sua storia e del suo corredo genetico e culturale.

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La vibrazione (oscillazione) comune diventa, in questo approccio, il principio di identità dell’organismo-persona-paziente e l’obiettivo del percorso psicoanalitico diventa un ritmo di oscillazione tra la contrazione e l’espansione puro, armonico, ben definito, con una buona apertura alla risonanza, constatato che gli organismi ben funzionanti sono aperti alla risonanza con altri organismi.

La complessità dell’approccio energetico vibrazionale è tale che, per poter illustrare di che cosa si tratta, è necessario prendere in considerazione alcuni concetti chiave che fungono da presupposti.

  1. Psicoterapia

La parola psicoterapia viene dal greco ed è la combinazione di due parole-concetti: “Psiche” ovvero l’insieme delle funzioni cerebrali, emotive, affettive e relazionali dell’individuo (in lingua greca psiche è Anima) e “Terapia” ovvero un branca della scienza relativa ai mezzi, alle modalità, ai provvedimenti adottati per alleviare e combattere i disturbi e le malattie. Nello specifico quindi si tratta di una “cura”, fondata sulla parola e nel rapporto tra paziente e terapeuta. Il termine “psico” è l’oggetto della terapia, il termine “terapia” la cura esercitata dal terapeuta, il termine “terapeuta”, colui che esercita la professione del curante, cioè di colui che è “al servizio”, “servitore del paziente”, nella ricerca del suo benessere psichico.

Secondo la vigente normativa, a tutela del paziente, la psicoterapia può essere svolta solo da un professionista specializzato definito psicoterapeuta, regolarmente iscritto all’Ordine degli psicologi o dei medici nella sezione dedicata agli psicoterapeuti.

  1. Analisi

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Nei trattamenti ad orientamento psicoanalitico ci spostiamo dai trattamenti di tipo supportivo (sostegno) per arrivare a quelli che sono orientati alla esplorazione del Sé.

Le varie forme di psicoterapia psicoanalitica in fondo rappresentano solo varianti derivate dalla psicoanalisi Freudiana da cui, pur avendo un background comune, se ne differenziano per il metodo, il procedimento, il setting, la durata del trattamento, la frequenza (maggiore o minore numero di incontri settimanali), lo scopo, il criterio di selezione; ma, di là di un lungo elenco, al di là delle varie modifiche strutturali, il fine di ogni psicoterapia psicoanalitica resta sempre identico: aiutare il paziente ad operare una maturazione del proprio Sé globale e di se stesso come persona (Langs R.1979).

In sostanza ciò che caratterizza l’approccio psicoanalitico è il lavoro sulle cause che determinano il disagio o la patologia piuttosto che sui sintomi conseguenti e più manifesti. Si introduce pertanto la freccia del tempo, andando a cercare le cause nel profondo (infatti si chiama Psicologia del Profondo), nel come si sono realizzati i tratti caratteriali del soggetto, che tipo di relazione intercorre fra loro (Psicodinamica), la relazione con le figure di riferimento durante le varie fasi evolutive (madre, padre, famiglia, ecc.), la relazione con gli oggetti primari di queste (utero, seno-capezzolo, sfintere, ecc.).

  1. Corpo

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Wilheim Reich, allievo di Freud, fu il primo ad intuire l’importanza del corpo nella psicoterapia e “a portare il corpo in terapia”, ovvero a considerare tutti quei fenomeni che accadevano al paziente mentre questi era in seduta terapeutica (ad es. rossori, cambiamenti del ritmo respiratorio, sudorazioni, ma anche adipe o masse muscolari o espressioni facciali o tic fisici); anzi Reich fece molto di più perché “portò anche la terapia nel corpo” del paziente, nel senso che chiedeva al paziente di compiere alcuni semplici esercizi atti a stimolare aree del corpo particolarmente coinvolte nella fase evolutiva in cui il paziente aveva vissuto esperienze infelici (fissazioni), e che si erano fissate, appunto, nella sua psiche ma anche nel suo corpo (ad esempio, il livello oro-labiale coinvolto nella fase evolutiva orale).

Si distinguono 7 livelli corporei reichiani:

  1. Testa, fronte e occhi, orecchie (tele ricettori)

  2. bocca e mandibola (suzione e masticazione),

  3. collo e gola (deglutizione ed espressione),

  4. spalle, braccia e torace (esplorazione del mondo ed Io),

  5. area diaframmatica e stomaco (relazione con gli altri, autostima),

  6. addome (vita intrauterina, cordone ombelicale, ombelico, masochismo),

  7. bacino, genitali, gambe e piedi (genialità, stare in piedi, sulle proprie gambe e camminare nel mondo).

Ad un’attenta analisi ci si accorge facilmente che i livelli corporei reichiani si trovano nelle stesse aree dei chakra, ossia dei vortici energetici così conosciuti in Oriente.

  1. Energia

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L’energia è una forza vitale primaria che è visibile nelle pulsazioni del protoplasma e in tutti i fenomeni bioelettrici. Reich sosteneva che l’emozione è la carica e la scarica dell’orgone nelle membrane di un organismo, così come il clima è la carica e la scarica dell’orgone nell’atmosfera. Noi possiamo solo notare che sia gli organismi che il clima rispondono allo stato dell’energia vitale e che la funzione dell’energia orgonica (così la chiamava Reich, ma si potrebbe chiamare Prana, Qi, KI, ecc.) appare all’interno dell’intera creazione, nei microbi, negli animali, nei temporali, nei cicloni e nelle galassie. Non solo carica e anima il mondo naturale, ma noi stessi siamo immersi nel suo mare, come pesci nell’acqua. E’ il mezzo che comunica emozioni e percezioni, attraverso il quale siamo connessi con il cosmo e fratelli di tutto ciò che è vivo.

In tutta la natura, così in alto, così in basso, la vita è pulsazione ovvero l’alternarsi di contrazione ed espansione. Daniel Siegel, il noto neuro scienziato ed autore internazionale, racconta di come anche le cellule che si trovano in un ambiente ostile si contraggono assumendo una forma sferica e che, passata l’ostilità dell’ambiente, riprendono la propria forma originaria. Se invece l’ambiente continua ad essere percepito ostile dalla cellula, questa continua a mantenere la propria contrazione ed infine…. Muore!

A fronte di un’esperienza emotiva sgradevole (ad esempio paura o rabbia), una persona può trattenere l’energia vitale dentro un livello corporeo (ad esempio un torace tronfio) o fuori da esso (ad esempio un corpo stenico o un torace infossato). Mentre l’energia fluisce armonica, pura, sintonica dopo un potente orgasmo o durante un’attività gioiosa e piacevole.

  1. Teoria della complessità

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È lo studio multidisciplinare dei sistemi complessi adattivi e dei fenomeni emergenti ad essi associati. I sistemi complessi sono sistemi aperti nel senso che interagiscono con l’ambiente e sono costituiti da reti di elementi (più o meno complessi) che interagiscono in modo locale e non lineare. Il processo principale nella relazione fra gli elementi è il feedback, sia positivo sia negativo.

Nella psicoanalisi energetico vibrazionale il paziente viene considerato come esso stesso un sistema complesso, così come la relazione con la sua famiglia, la relazione con lo psicoterapeuta, con la cultura e con l’ambiente circostante.

Relazioni che scambiano fra loro informazioni, ossia energia.

Relazioni che plasmano non solo ciò che ricordiamo, ma anche come ricordiamo e il senso di noi stessi nell’atto di ricordare!

I sistemi (anche l’organismo definito essere umano) funzionano in modi non lineari e non sempre secondo la regola del causa-effetto.

Il processo emergente dei flussi di energia e informazioni all’interno del corpo e delle relazioni interpersonali è un aspetto centrale della psiche.

  1. Frattale

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Un frattale è un oggetto geometrico dotato di omotetia interna, ovvero si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale. Questa caratteristica è spesso chiamata auto similarità oppure autosomi-glianza. Il termine frattale venne coniato nel 1975 da Benoît Mandelbrot nel libro Les Objects Fractals: Forme, Hazard et Dimension per descrivere alcuni comportamenti matematici che sembravano avere un comportamento “caotico”, e deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come il termine frazione; infatti le immagini frattali sono considerate dalla matematica oggetti di dimensione anche non intera.

Il nostro emisfero sinistro non accetta “buchi di significato“; pertanto una “decisione” potrebbe far parte di una nostra interpretazione di quella che invece sarebbe un’emergenza frattale, ovvero la riproposizione di un emozione, comportamento, sensazione già sperimentata su un’altra scala, talemnte tanto condizionante da renderci impossibile il fare qualcosa di diverso da quello che siamo convinti di aver ‘deciso di fare’.

Potremmo anche chiamarlo imprinting frattale, nel senso che cambiano le scale (le situazioni) rimanendo intatte, ovvero con la stessa forma, le risposte emotive, cognitive e comportamentali.

Freud parlerebbe di “proiezioni”…. e avrebbe ragione!!!

  1. Modalità di intervento

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L’intervento psicoanalitico energetico vibrazionale è integrale, nel senso che la direzione terapeutica è quella di aiutare l’aggregato energetico definito “paziente” ad avere una densità energetica ed una modalità vibratoria (oscillazione) armonica. Ciò presuppone che vi siano due forze che si alternano in natura creando la pulsazione, l’oscillazione, il battito: espansione e contrazione; le potremmo chiamare Yin e Yang, azione e riposo, dentro e fuori, in e out, ecc. La cosa che interessa raggiungere in analisi energetico vibrazionale è l’armonia fra queste due forze, in una “risonanza armonica” con tutto ciò che circonda il soggetto: le sue relazioni, il suo ambiente, i suoi pensieri, il suo corpo, ecc. La manifestazione energetica di questa armoniosa oscillazione è una naturale vitalità, una sana apertura alla vita, una magica esperienza di risonanza con l’Altro da Sé, una profonda presenza a se stessi.

Premesso che non esiste un protocollo di intervento ma che dipende dalle qualità del paziente e del terapeuta, nonché dal momento storico e dalle ragioni per le quali i due si incontrano, potremmo sostanzialmente elencare alcune metodiche appropriate che possono essere richiamate per l’intervento psicoanalitico.

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Innanzi a tutto occorre un’adeguata anamnesi o raccolta di informazioni e dati ed eventi occorsi alla persona per poter individuare quegli episodi emotivamente significativi che, accadendo durante particolari fasi evolutive (intrauterino, allattamento, prima muscolarità o fase anale, adolescenza, ecc.), si sono incise con maggiore profondità nel vissuto della persona creando una sorta di engrammi potenti, atti poi a organizzare i tratti caratteriali del soggetto.

In secondo luogo si possono distinguere gli interventi derivanti dall’anamnesi in due grandi direzioni terapeutiche: strutturare o destrutturare, ovvero organizzare o ammorbidire, contrazione o espansione.

Il lavoro psicoanalitico si concentra, nel perseguire la direzione scelta, in ragione della densità energetica dell’intervento e coerentemente con i livelli energetici che non coincidono con i livelli corporei reichiani.

La teoria quantica dei campi è il fondamento della fisica moderna delle particelle e la base matematica per la comprensione della natura della realtà.

Integra la meccanica quantica ampliandone però l’area di studio da poche particelle a un sistema con grandi quantità di queste (sistemi più complessi).

La teoria, fra le altre cose, consente di trattare sia i campi sia le particelle a livello quantico dentro un sistema coerente di equazioni. Essa tratta le onde e le particelle come se fossero perturbazioni di un campo soggiacente.

La psicoanalisi energetico vibrazionale porta questo ed altri concetti della fisica quantistica nell’ambito della psicoanalisi pertanto potremmo concepire l’aggregato paziente come contemporaneamente presente in questi sette livelli, dotati ciascuno di diverse qualità energetiche e vibrazionali:

  • Biochimico: potrebbero essere utili integratori, farmaci, trattamenti terapeutici, ecc.

  • Corporeo: massaggio connettivale, points and positions, craniosacrale, rolfing, trigger point, cibo di qualità, ecc.

  • Sistema neurologico: Feldenkrais, Vegetoterapia, ecc.

  • Sistema energetico: omeopatia, MTC, agopuntura, craniosacrale, shiatsu, qi gong, tai chi chuan, yoga, ecc.

  • Risonanza energetica: Reiki, Pranic Healing, meditazione, mindfulness,

  • Risonanza vibrazionale: fiori di Bach, acqua, preghiera, meditazione, mindfulness, omeopatia, MTC, acqua attivata, ecc.

  • Risonanza energetica di campo: Theta Healing, relazione terapeutica, gestalt, sciamanesimo, permanenza in luoghi sacri, ecc.

Nemmeno al lettore più sprovveduto può passare inosservato il legame che intercorre fra i livelli reichiani, i chakra e i livelli energetici o campi quantici (per chi volesse approfondire suggerisco la lettura del mio libro Le radici dell’Anima, edizioni Armando Armando).

Come psicoanalisti energetico vibrazionali l’obiettivo, lo ricordiamo ancora, è l’armonia fra le due forze o direzioni di cui sopra piuttosto che un rigido protocollo terapeutico. Poco importa se ancora non vi siano in occidente rilevanze “scientifiche” per l’omeopatia o per l’agopuntura, ciò che conta è l’armonico fluire dell’energia dentro e fuori dalla persona e le qualità vibratorie di tale energia. Il tutto però all’interno di solido progetto psicoanalitico, in cui il paziente diventa sempre maggiormente consapevole di Sé stesso.

Ciò che però fa di noi degli psicoanalisti è la comprensione del senso intelligente della struttura caratteriale, delle dinamiche interne al paziente e, dopo ogni metodica messa in campo, la rielaborazione cognitiva del vissuto emotivo sperimentato durante le attività.

O citando il Dalai Lama: “Solo quando le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre emozioni vanno, tutte, nella stessa direzione noi siamo felici!” allora potremmo dire che lo scopo, il senso profondo della psicoanalisi energetico vibrazionale è aiutare le persone ad essere intimamente felici affinché possano partecipare alla costruzione di una società gentile che aspetta chi arriva tardi. Perché è solo così che anche noi saremo un poco Dio!