Ricevo su Appuntamento a Roma e Terni

XI Congresso Internazionale di Psicoterapia Corporea (2017, Città del Messico)

Psicoanalisi energetico vibrazionale o a “trifoglio”

Dott. Alfonso Guizzardi

Psicologo, Psicoanalista Energetico Vibrazionale, Sessuologo Clinico

 

Nikola Tesla sosteneva che “per poter conoscere i segreti dell’Universo occorre pensare in termini di Energia, Frequenza e Vibrazione”.

 

Se questo costituisce un mistero, pensate alla possibilità che le molecole di DNA abbiano una Coscienza, che le più piccole particelle subatomiche possano avere una Coscienza, e che forse vi sia una Coscienza universale. E considerate anche la possibilità che tutto ciò che si colloca tra le dimensioni delle particelle subatomiche ed il cosmo abbia una Coscienza, e che tutte queste Coscienze siano interconnesse ed amalgamate in modo tale che tutte si influenzino vicendevolmente ed abbiano degli effetti l’una sull’altra.

 

La psicoanalisi energetico vibrazionale nasce proprio rifacendosi a questo punto di vista, ovvero vedendo le persone come veri e propri aggregati energetici che si sono organizzati nella maniera più intelligente per loro possibile a seguito di “quanto” (traumi ed eventi) è accaduto nella loro storia, “quando” (fase evolutiva) ciò è accaduto, il loro patrimonio genetico (genoma, DNA), i contesti sociali e culturali in cui hanno vissuto (campi morfogenetici), ecc.

 

L’oggetto classico di un percorso psicoterapeutico o psicoanalitico è il “paziente”, un essere solido, che attende (paziente) che il terapeuta lo aiuti nelle difficoltà della vita e/o a liberarsi del disagio che lo accompagna, forse da sempre; l’oggetto della psicoanalisi energetica vibrazionale, invece, non è inerte, al contrario, è molto attivo ed è sicuramente privo di un grounding adeguato, per cui “sbanda” nel suo vivere quotidiano, cerca di economizzare l’energia necessaria alla propria sopravvivenza, si auto-organizza nella maniera più intelligente che ha potuto trovare e sostenere, diviene autopoietico, ossia cerca di sopravvivere e, piuttosto che aprirsi totalmente alla vita ed entrare in risonanza con gli altri, si corazza oppure fugge altrove!

 

Viene da sé che l’oggetto della psicoanalisi energetico vibrazionale non è il “paziente” che abbiamo di fronte nel nostro studio, bensì il possibile “divenire” di costui, non la persona intesa in senso ontologico[1], ma l’aggregato energetico che può diventare quella specifica persona in forza della sua densità energetica e delle caratteristiche vibratorie della sua matrice energetica, così come si sono sviluppate nella sua storia e del suo corredo genetico e culturale.

 

Le caratteristiche vibratorie diventano, in questo approccio, il principio di identità dell’organismo-persona-aggregato energetico e l’obiettivo del percorso psicoanalitico diventa un ritmo di oscillazione, tra due possibili direzioni principali, contrazione ed espansione, dotato di un maggior grado di coerenza interno, ossia più evoluto (larghezza ed ampiezza dell’onda), più puro, armonico, ben definito, con una buona apertura alla risonanza, constatato che gli organismi ben funzionanti sono aperti appunto alla risonanza con tutti gli altri organismi.

 

La complessità dell’approccio energetico vibrazionale è tale che, per poter illustrare di che cosa si tratta, è necessario prendere in considerazione alcuni concetti chiave che fungono da presupposti.

 

L’energia

L’energia è una forza vitale primaria che è visibile nelle pulsazioni del protoplasma ed in tutti i fenomeni bioelettrici. Coerentemente Reich sosteneva che l’emozione è la carica e la scarica dell’orgone nelle membrane di un organismo, così come il clima è la carica e la scarica dell’orgone nell’atmosfera. Noi possiamo solo notare che sia gli organismi sia il clima rispondono allo stato dell’energia vitale e che la funzione dell’energia orgonica (così la chiamava Reich, ma si potrebbe chiamare Prana, Qi, KI, bioenergia, bioplasma, ecc.) appare all’interno dell’intera creazione, nei microbi, negli animali, nei temporali, nei cicloni e nelle galassie. Non solo carica e anima il mondo naturale, ma noi stessi siamo immersi nel suo oceano, come pesci nell’acqua. E’ il mezzo che comunica emozioni e percezioni, attraverso il quale siamo connessi con il cosmo e siamo fratelli di tutto ciò che è vivo. Pertanto dire energia è dire informazione.

 

Il processo emergente dai flussi di energia e informazioni all’interno del corpo e delle relazioni interpersonali è un aspetto centrale della strutturazione del carattere. La psicoanalisi energetico vibrazionale ritiene che le esperienze possano avere un ruolo importante nel determinare non solo quali informazioni arrivano alla persona e al suo sistema neurologico, ma anche come questo elabora tali informazioni, costruendo algoritmi emotivi, cognitivi e fisici. Se infatti prendessimo a riferimento il movimento dei flussi di energia e le informazioni portate da questi, dentro e fuori le persone, potremmo notare l’armonia quale qualità essenziale di uno sviluppo armonico e il caos o la disorganizzazione o la rigidità la qualità essenziale di uno sviluppo che, in qualche modo e in qualche tempo, è stato ostacolato nel suo libero fluire.

 

Ricercatori come Einstein, Heisenberg, Bohm, Hewkins descrivono un Universo che ha qualcosa di Divino.

 

La nostra esperienza conferma che vi sia una sorta di intelligenza che è a conoscenza della problematica in atto e che normalmente opera al di sotto della consapevolezza cosciente della persona. Ciononostante qualcosa dentro la persona conosce già la via per la propria evoluzione.

 

Il primo lavoro di una psicoterapia del profondo deve essere quindi quello di rendere conscio ciò che invece è inconscio, ben nascosto dentro di noi in un qualche angolo, nell’Ombra, come la chiamava Jung. Ogni essere umano dovrebbe confrontarsi con la propria Ombra, se vuole sinceramente cominciare ad essere consapevole di Sé. Già, perché l’uomo è tale nella sua interezza, nella somma di tutte le sue parti, di tutte le sue sfumature e declinazioni: il Sé è il sistema-uomo e più aumenta la consapevolezza di Sé più costui si espande, migliora la sua qualità vibratoria, cresce e crescendo influenza chi incontra, chi gli sta accanto, l’Altro da Sé; e chi incrocia il proprio sguardo con una persona consapevole di Sé ne rimarrà segnato per sempre, nel profondo.

 

Come per I Ching, così anche in terapia, si manifestano dei mutamenti che sono semplicemente una tendenza interna (in fisica quantistica si parla di probabilità) in base alla quale lo sviluppo stesso si manifesta in maniera naturale e spontanea.

 

In tutta la natura, così in alto, così in basso, la vita è pulsazione ovvero l’alternarsi di contrazione ed espansione. Daniel Siegel racconta di come anche le cellule che si trovano in un ambiente ostile si contraggono assumendo una forma sferica e che, passata l’ostilità dell’ambiente, riprendono la propria forma originaria. Se invece l’ambiente continua ad essere percepito ostile dalla cellula, questa continua a mantenere la propria contrazione ed infine…. Muore!

 

A fronte di un’esperienza emotiva sgradevole (ad esempio paura o rabbia), una persona può trattenere l’energia vitale dentro un livello corporeo (ad esempio un torace tronfio) o fuori da esso (ad esempio un corpo stenico o un torace infossato). Mentre l’energia fluisce armonica, pura, sintonica dopo un potente orgasmo o durante un’attività gioiosa e piacevole.

 

L’Energia di cui stiamo parlando, sia essa chiamata orgonica, bioenergia, prana, chi, qi, ecc. è una Energia Madre, che scaturisce direttamente dall’Assoluto e da essa, lungo la sua discesa verso i piani sempre più densi della Realtà, viene generata ogni altra forma nota di energia. Pertanto un organismo vivente, essere umano incluso, è un sistema sia energetico sia materiale; l’aspetto energetico è costituito da una struttura non percepibile con i sensi ordinari: il corpo energetico.

 

Rupert Sheldrake è arrivato alla conclusione che è possibile ipotizzare l’esistenza di campi energetici che lui ha definito “campi morfogenetici” ovvero di campi (di energia) che guidano la forma e le funzioni degli organismi viventi.

 

Ogni possibile intervento terapeutico deve partire dal riconoscere la complessità dell’essere umano e, più in generale, della complessità della natura intorno a noi.

 

L’approccio psicoanalitico energetico vibrazionale è positivista nel senso che è un lavoro sulla Coscienza, sulla nostra capacità creativa e sulle Matrici Energetiche, in quanto personalmente credo che allo sviluppo non ci sia mai fine e forse potremo fonderci nell’onda cosmica di un Divino o Assoluto che già alberga dentro di noi. Fonderci e non confonderci, trovare noi stessi, la nostra parte più intima e vera è possibile solo nel lasciare andare le nostre corazze, per eccesso o per difetto che siano, e sorprendendoci di aver ritrovato solo ciò che è sempre stato con noi, il nostro essere più autentico, l’essere un po’ come cellule di un unico organismo che, a sua volta, ancora è solo cellula di un altro ancor più grande essere vivente. E allora scopro che al di là del bene e del male io e l’altro da me abbiamo una storia ed un futuro comuni, uno è specchio, narratore e figlio dell’altro. Trovo che sia commovente!

 

Tre sono le tesi principali che si intrecciano nell’approccio terapeutico che vi sto illustrando:

  1. La prima è che l’essere umano è un’unità psicosomatica-energetica.
  2. La seconda è che il principio della guarigione è da ricercarsi del tutto in noi stessi, e non in qualche agente esterno.
  3. La terza è che l’intera esistenza costituisce un’unità o un aggregato energetico che si muove verso una superiore evoluzione creativa.

 

Se avete una Coscienza delle dimensioni di una pallina da golf, quando leggete un libro o vi guardate intorno avrete una comprensione delle dimensioni di una pallina da golf, quando guardate all’esterno avrete una consapevolezza delle dimensioni di una pallina da golf, e quando vi svegliate al mattino avrete uno stato di vigilanza delle dimensioni di una pallina da golf. Ma se potete espandere quella Coscienza, e poi leggete un libro, avrete più comprensione, se guardate all’esterno avrete più consapevolezza e quando vi svegliate sarete più vigili. È Coscienza. E c’è un oceano di Coscienza pura e vibrante all’interno di ognuno di noi. E si trova proprio alla fonte e alla base della Mente, proprio alla fonte del pensiero, ed anche alla fonte di tutta la materia e del sentire.

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Roberto Assagioli, divideva il Sé in tre:

  • Sé inferiore, sede del subconscio;
  • Sé medio, sede della mente cosciente e dei poteri della ragione;
  • Sé superiore, o superconscio, sede della parte divina nell’uomo.

 

Max Planck sosteneva che non c’è alcuna materia in quanto tale e che tutta la materia origina ed esiste solo in virtù di una forza che porta la particella di un atomo allo stato vibrazionale e che tiene assieme questo piccolissimo sistema solare dell’atomo. Dobbiamo assumere, dietro a questa forza, l’esistenza di una Mente cosciente ed intelligente.

 

Questa Mente è la Matrice (Matrix) di tutta la materia. Di ciò era convinto il grande fisico e di ciò, nel mio piccolo, lo sono anche io.

 

La materia sembra un punto da cui iniziare. La solidità del mondo sembra totalmente indiscutibile, come una cosa fisica che si può vedere e toccare. Anche il vostro corpo vi assicura che siete solidi, ma a cominciare da Einstein, la fisica moderna ci ha assicurati che questa solidità è un miraggio.

 

Tutta la materia fisica, tutto ciò che abbiamo intorno a noi, è il risultato di una frequenza. Ciò significa anche che se si amplifica la frequenza, la struttura della materia cambierà.

 

Questo sistema indipendente è una specie di Super Ologramma: ogni cosa al suo interno è un’espressione dell’ologramma e una delle caratteristiche di un ologramma è che ogni parte di un’immagine olografica è una versione più piccola dell’immagine intera, in una relazione frattalica che mai ha fine.

 

È come se la realtà fosse così connessa che quando se ne osserva una piccola parte si possono vedere cose di altre parti, il tutto è contenuto in una parte. Ed in un certo senso non si può dividere la realtà, perché stiamo tagliando un ologramma, e non possiamo sapere dove si trova una particella perché è sempre un riflesso di tutte le particelle presenti. In un ologramma l’intero modello è integro e completo di per sé e se dovessimo prendere qualsiasi porzione di questo intero, ed esaminarla da vicino, vedremmo l’intero modello ripetersi continuamente. Ovunque in questo modello, se dovessimo cambiare un solo piccolo aspetto, anche di uno solo di questi piccoli ologrammi, quel cambiamento si rifletterebbe sull’intero sistema.

 

Le proprietà di questa energia sottile sono:

  1. il principio di interazione denso-sottile: flussi di energia sottile sono suscitati da flussi di energia densa.

 

  1. L’energia sottile si diffonde nell’Universo grazie alla sua natura radiante: ogni organismo vivente la assorbe dall’ambiente esterno e la irradia continuamente, fino alla sua morte.

 

  1. L’energia sottile può congestionarsi (DOR). Radioattività, raggi X, onde elettromagnetiche, campi magnetici, ioni positivi, alcuni suoni, pensieri, emozioni, cibi, frequenza luminose, ecc. possono disturbare il corpo energetico di una persona.

 

  1. Queste congestioni possono essere molto profonde.

 

  1. Ambiente ed individuo interagiscono anche a livello energetico.

 

  1. Le persone interagiscono fra loro anche a livello energetico.

 

Se poi ci rendiamo conto che l’acqua è un eccezionale conduttore ed è presente nel 99% delle molecole che costituiscono il nostro organismo, possiamo anche renderci conto che l’acqua è una sostanza molto complessa nella quale atomi, ponti di idrogeno, molecole, cluster e nodi oscillano secondo frequenze precise e determinate. Inoltre è costituita da una parte liquida, disordinata e da una parte cristallino-liquida, ordinata (cluster).

 

Secondo il medico omeopata statunitense  Geroges Vithoulkas, le cellule, gli organi e l’intero organismo non fanno eccezione: pur essendo enormemente più complicati di un atomo o di una molecola, vibrano secondo forme d’onda precise, non statiche ma dinamiche, che dipendono dallo stato di salute fisica e mentale di una persona e, naturalmente, dal suo livello energetico.

 

Tutti voi poi conoscono Masaru Emoto e le sue ricerche.

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Noi siamo composti dal 60% di acqua, mentre il nostro cervello ne contiene addirittura l’80% e quest’acqua dentro di noi può modificarsi al punto di cambiare la sua cristallizzazione, in base al tipo di pensieri che albergano prevalentemente dentro di noi.

 

Inoltre sappiamo che il cervello contiene circa cinque milioni di cristalli di magnetite a singolo dominio in ogni grammo di tessuto, e le membrane meningee contengono cento milioni di questo cristallo in ogni grammo di tessuto.

 

La psicoanalisi energetico vibrazionale, come tutte le terapie vibrazionali, per riorganizzare la persona, quale aggregato energetico, deve prima di tutto sciogliere la memoria dei traumi impressa nel suo corpo energetico. I sottili messaggi di natura energetica, sintonizzati sulle caratteristiche vibratorie del sistema energetico della persona, sono destinati a stimolare la reazione e il miglioramento della persona stessa.

 

Quando parliamo di vibrazione energetica intendiamo ben 3 diverse qualità della vibrazione:

 

  • Frequenza o Oscillazione: ovvero il numero di onde o di oscillazioni presenti in una unità di tempo, ad esempio un secondo (la corrente elettrica erogata in Italia ha 50 Hz, ovvero 50 onde al secondo);
  • Lunghezza: ovvero quanto è lunga l’onda stessa;
  • Ampiezza: ovvero quanto può essere alta l’onda.

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Ipotesi centrale nell’approccio psicoanalitico energetico vibrazionale è che esista una Mente o Matrice (Matrix) composta di energia sottile che guida e sovraintende la struttura, la crescita, lo sviluppo e le funzioni biologiche dei viventi. Questa “Mente”, o “Matrice”, viene chiamata corpo energetico o campo energetico, custodisce e gestisce le informazioni che permettono ai viventi di essere ciò per cui sono programmati, di restare in vita e in buona salute, di moltiplicarsi in altri esseri della stessa specie.

 

Rupert Sheldrake ed altri biologi congetturano che DNA e RNA e tutto il resto, secondo un approccio energetico, sono solo la parte materiale, l’hardware dell’informazione; ma il software, il programma che permette al DNA di svolgere le sue funzioni di memoria fisica, è non materiale e sta altrove, essendo di natura energetica.

 

Il rumore o interferenza è costituito o da un eccesso di informazioni, da una ridondanza di informazioni o da informazioni inutili. Se pertanto esiste un corpo energetico  e questo è anche informazione, ogni sua patologia o disfunzione sarà dunque il corrispettivo del rumore.

 

Le nostre esperienze ci dimostrano che la nuova informazione fornita durante il percorso psicoanalitico energetico vibrazionale, ha maggiore probabilità di essere accolto, quanto maggiori sono le caratteristiche vibratorie del terapeuta che, nella relazione terapeutica, fungono da portante dell’informazione (onda dell’onda). L’idea è piuttosto semplice: basta pensare che una radio ha più probabilità di essere ascoltata nel mondo, quanto più è potente la trasmittente che viene utilizzata. E Radio Maria viene ascoltata in tutto il mondo e ben oltre!!! I programmi sono le informazioni e l’energia che li veicola è la portante. Maggiore potenza ha la portante, maggiori possibilità ha l’informazione di arrivare al suo destinatario e a un destinatario molto, molto lontano.

 

Caratteristiche dell’energia

In riferimento all’energia e alla vibrazione è possibile enunciare alcuni punti fondamentali:

 

  1. Come Reich e Reichenbach hanno dimostrato, l’energia sottile può essere generata dall’attrito, dal suono, dalla luce, dall’elettricità, dall’irradiazione del sole, stelle e pianeti, dalle reazioni chimiche e dall’attività biologica di piante, animali ed esseri umani. Quindi possiamo affermare che un flusso di energia sottile si manifesta ogni volta che si produce un flusso di energia densa. Vedi il principio di interazione denso-sottile.

 

  1. Il corpo assorbe, produce ed emana una grande varietà di energie dense e sottili.

 

  1. Il flusso di bioenergia è organizzato da una struttura che può essere definita corpo energetico; questo flusso tende a scorrere salvo la presenza di blocchi e congestioni che ne ostacolano il naturale fluire.

 

  1. Il corpo energetico è una struttura composta da un certo tipo di plasma freddo, il bioplasma.

 

  1. Il corpo energetico è dotato di un suo equilibrio e di una capacità di ritrovare il proprio equilibrio. Il fisico Viktor Inyushin definiva questa capacità di omeostasi come “stereobioenergostasi”.

 

  1. Il corpo energetico è l’interfaccia tra l’organismo e l’ambiente energetico esterno.

 

  1. Il corpo energetico si comporta come una memoria o matrice del corpo fisico.

 

  1. La malattia ed il disagio tendono a manifestarsi nel corpo energetico prima che nel corpo fisico.

 

  1. Terapeuticamente occorre ripristinare il riequilibrio delle caratteristiche vibrazionali del corpo energetico, eliminando le congestioni e ristabilendo un profondo libero fluire dell’energia nell’intera persona.

La pratica clinica

L’intervento psicoanalitico energetico vibrazionale è integrale, nel senso che la direzione terapeutica è quella di aiutare l’aggregato energetico definito “paziente” ad avere una densità energetica e delle qualità vibratorie di maggiore qualità; e per farlo si considerano tutti gli aspetti della persona: corpo, mente, emozioni, energie e campi (anche morfogenetici o fisici) in cui questa è immersa.

 

Vediamo i presupposti:

  1. Un evento shockante, acuto improvviso, inaspettato, ossia vissuto in “contropiede”, emotivamente carico, vissuto con un senso di isolamento (ossia non è stato possibile elaborare l’evento stesso) porta alla creazione di un “segno inciso” (SI) nella storia della persona in relazione alla fase evolutiva (FE) e al tipo di evento shockante.

 

  1. Se poi questo SI viene reiterato accade che crea una sorta di costellazione relazionale (CR), fra la persona e l’oggetto di relazione primaria proprio di quella fase evolutiva (utero, seno, ano, genitali, ecc.).

 

  1. L’intero sistema della persona si è sensibilizzato al SI e da quel momento in poi, come Pavlov ha insegnato, ciò che gliela ricorderà, cioè tutti gli elementi concomitanti presenti in quella esperienza (SI) e registrati contemporaneamente, attiveranno la risposta emotiva dell’evento shockante.

 

  1. Ogni SI determina una conseguenza presente contemporaneamente a livello cerebrale, corporeo, psicologico ed energetico.

 

  1. Ogni SI attiva dei programmi speciali, biologici e intelligenti (PSBI) per far fronte alla “catastrofe” che sta accadendo, nel senso che questi programmi sono costruiti e attivati per la sopravvivenza, per l’adattamento ed il mantenimento della specie.

 

  1. I PSBI sono coerenti contemporaneamente a tutti i livelli: cerebrale, corporeo, psicologico ed energetico. L’elemento importante è che il SI e la FE, nella quale esso avviene, attivano una o più risposte immediate, adeguate alla situazione d’urgenza inaspettata, e si attivano contemporaneamente, organi fisici, livelli reichiani, pensieri e convinzioni, comportamenti e alterazioni dei campi energetici della persona. L’obiettivo dei PSBI, lo ricordiamo, è quello di far fronte al SI.

 

  1. Gli organi coinvolti ed i livelli corporei coinvolti sono coerenti con il tipo di SI e con il tipo di fibra e foglietto embrionale attivato dal SI: paleocortex, mammariano o neocortex.

 

  1. Si creano pertanto delle cicatrici energetiche che potremmo definire come zone localizzate e concentrate di energia estranea e disorganizzata, o anche vere e proprie lesioni attive, a causa della loro capacità di influenzare attivamente i sistemi energetici dell’organismo. In altri termini queste cicatrici energetiche sono lesioni che determinano zone ad aumentata entropia (caos) nell’organismo, che vengono poi isolate e compresse in una particolare zona del corpo nel tentativo di impedire loro di causare danni (anche entrare pienamente in contatto con una forte emozione spiacevole viene considerata un danno).

 

  1. I PSBI hanno sostanzialmente due direzioni: minus o plus, contrattiva oppure espansiva, che, nei loro eccessi, portano alla paralisi oppure al caos. E quindi le due grandi direzioni terapeutiche sono una destrutturazione/ammorbidimento oppure una strutturazione/tonicità.

 

  1. Devono essere valutati adeguatamente anche i campi energetici esterni alla persona ma nei quali essa vive (cultura, società, casa, ambiente di lavoro, alimentazione, relazioni, alimentazione, ecc.).

 

  1. Ogni intervento terapeutico deve essere ad approccio integrale e atto a ristabilire il libero fluire della forza vitale/energia entro la persona.

 

  1. Il Dott. Upledger ed il Dott. Karni, monitorando il potenziale dell’intero organismo, hanno ampiamente dimostrato che quando la persona elabora un “fattore significativo”, ossia un pensiero significativo o una parola significativa o il corpo assumeva una posizione significativa, il livello del potenziale elettrico della persona stessa precipitava, per poi tornare a livelli normali quando viene rilasciata “l’energia del problema”. Stessa cosa per il ritmo di pulsazione del liquido encefalo-aracnoideo.

 

La Psicoanalisi energetico vibrazionale viene detta anche a trifoglio in quanto è possibile rappresentarla graficamente come segue:

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  • Petalo 1: corpo fisico, postura, livelli corporei, sistema neurologico
  • Petalo 2: mente, convinzioni, pensieri, ricordi.
  • Petalo 3: campi energetici esterni, morfogenetici, culturali, fisici
  • Intersezione dei tre petali: corpo energetico, chakra, matrici energetiche, campi energetici

 

Tutta l’energia contiene informazioni. L’ambiente della Coscienza energetica in cui noi ci troviamo in un dato istante è il risultato di tutte le influenze che su di esso si proiettano e di tutti i suoi costituenti. Noi, come unità singole di Coscienza, apportiamo il nostro contributo a, e lo riceviamo da, questo ambiente della Coscienza energetica.

 

Il progetto ideale in psicoanalisi energetico vibrazionale è quello di mettere la persona in contatto con il proprio cuore, in cui c’è un impulso silenzioso di ritmo perfetto, un complesso di forme d’onda e di risonanza, individuale e unico, che la congiungono con ogni altra cosa nell’Universo.

 

Ognuno di noi è dotato di certi gradi di libertà. La libertà è relativa, perché  la libertà assoluta appartiene solo all’Assoluto, ed è limitata, perché è connessa al grado di evoluzione della nostra coscienza. Più la coscienza è evoluta, più è distante da reazioni istintive, egoistiche ed animali e più la libertà è ampia e meno limitata.

Strumenti per la pratica clinica:

Se tutti i campi interagiscono costantemente, la Coscienza energetica che noi proiettiamo ha un effetto, per quanto diluito, sugli altri campi di Coscienza energetica, fisicamente vicini o lontani che siano. E poiché i campi non hanno confini, è concepibile che una forte intenzione di proiettare energia/informazione, trasportando la Coscienza energetica verso l’Altro da noi, sia fattibile dopo che avremo imparato come farlo.

 

Personalmente penso che l’intenzione costituisca l’influenza più forte in qualunque tipo di relazione psicoterapeutica, soprattutto in un approccio psicoanalitico. Là dove per intenzione intendo “chiarezza di pensiero”, ciò che è sotteso a tutto ciò che facciamo nei nostri studi con le persone che ci hanno scelto per essere accompagnate nel loro percorso.

 

Candace Pert, in Molecules of Emotions, ha scritto:

“In base alla medicina Occidentale, l’energia è prodotta esclusivamente da vari processi metabolici cellulari, e l’idea che l’energia sia legata al rilascio emotivo è completamente estranea alla mentalità scientifica. Ma molti metodi antichi di guarigione alternativa fanno riferimento ad una misteriosa forza che non riusciamo a misurare in base agli strumenti di cui l’Occidente dispone, tale da animare l’intero organismo e che è conosciuta come energia sottile dai Metafisici, prana dagli Hindu, chi dai Cinesi. Freud l’ha definita libido, e Reich energia orgonica. Bergson l’ha chiamata èlan vitale. Io sono convinta che questa misteriosa energia altro non sia che il libero fluttuare dell’informazione veicolata dalla biochimica delle emozioni, dai neuro peptidi e dai loro ricettori.”

 

L’idea di una memoria implicita, ossia di memoria tissutale dice che le cellule ed i tessuti del corpo hanno la capacità di conservare i ricordi traumatici, incluso l’ambiente emotivo che era presente nel momento dell’evento shockante e che diventa segno inciso. Questi ricordi sono conservati esplicitamente nei tessuti, nei loro campi energetici, e nella loro coscienza piuttosto che nel sistema nervoso centrale.

 

Gli strumenti che vengono utilizzati in psicoanalisi energetico vibrazionale sono vari e non possono essere illustrati in questa sede, ma solo a titolo enunciativo voglio elencare i principali:

  • BreathBalance®;
  • Anamnesi e lettura del soma e del corpo energetico;
  • Arcing;
  • Acting di vegetoterapia ed orgonoterapia;
  • Palming;
  • Dialogo con le cellule e gli organi;
  • Rilascio Somato Emozionale®;
  • Direzione di energia;
  • Rilascio Tessutale Locale;
  • Cleanergy®;

 

e tanti altri…. Ma soprattutto la fusione con il paziente, il suo ascolto, l’empatia con la sua Anima.

 

Purtroppo il tempo a disposizione è terminato, ma vi invito a partecipare al workshop che terrò e in cui avremo modo di sperimentare alcuni degli strumenti che si usano in psicoanalisi energetico vibrazionale.

 

Prima però di salutarvi permettetemi di salutare e ringraziare i giganti da cui ho attinto per proporvi il mio intervento: Federico Navarro, Genovino Ferri, Roberto Zamperini, Diego Maggio, Roberto Assagioli, Castaneda, John Upledger, Moshe Feldenkrais, ecc.. sono convinto che “guarire” sia arte, scienza e spirito. E purtroppo so ancora troppo poco per sapere in quale misura ciascuno di questi elementi sia presente nel processo. È abbastanza cercare di onorare la presenza di un’energia di guarigione. E coloro che scendono nella profondità del mistero spesso trovano la Grazia.

 

Grazie a tutti per l’ascolto.

[1] Ontologico: che concerne gli aspetti essenziali dell’essere riferendosi alle sue strutture immutabili, oggettive e reali.